...MEMORIE...

19 11 1981. In una fredda giornata di novembre, dopo nove mesi passati al calduccio, mi hanno fatto nascere. Non ricordo le parole esatte ma credo di aver pensato "Fatemi tornare dentro!!" solo che ormai era troppo tardi.. Passano gli anni, mi godo il periodo della fanciullezza, giocando a vestire le bamboline di carta, ad acconciare in modi sempre diversi le mie barbie e a correre intorno al tavolo giallo di mia nonna. Compio 4 anni e la mamma mi fa un regalo: avrò una sorellina. Mangiando l'uva nel lettone sento che scalcia dentro la sua pancia.. La voglio chiamare Alice, come quella bella bambina del cartone animato che mi piace tanto. I bambini non li sopportavo, come non li sopporto tutt'ora, ma la prima volta che l'ho vista mia mamma si ricorda che ho detto "è proprio bella.." Cresciamo insieme, tra giochi e litigate, finchè non arriva il mio primo giorno di scuola. Un evento traumatico, il primo distacco forzato, buttata così d'un tratto in un posto sconosciuto con persone sconosciute; per fortuna non ero l'unica a piangere. I giorni passano, inizia a piacermi un mio compagno, che ovviamente sta con la mia migliore amica. Avevo già capito tutto dalla vita!! Mi ricordo che alzava sempre la gonna delle bambine ma un giorno, offesa perchè non mi ricambiava, gli ho tirato giù i pantaloni di fronte a tutta la classe. Da quel momento ha smesso. E Roberto, che ridere quando gli ho messo la puntina da disegno sulla sedia perchè mi aveva offeso e.. si è seduto! Poverino, chissà che male... E dopo cinque anni arriva l'epoca delle medie. Che periodo infame.. Se potessi cancellerei quei tre anni terribili. Non ero insieme a nessuno perchè mi sembrava prematuro, ero piatta (non che ora la cosa è molto migliorata!), non mi truccavo ed evitavo di fare la stronza senza motivo: per questo ero fuori dal gruppo delle ragazze troiette e scherzata continuamente dai maschi. Mi ricordo ancora l'ultimo giorno di scuola: finite le lezioni eravamo in corridoio con gli zaini sulle spalle ed è suonata la campanella... Che suono fantastico. Mi sono sentita rinascere. Ero l'unica della mia classe ad aver scelto il liceo artistico. Per fortuna le altre la trovavano una scuola per sfigati. Io non mi son mai pentita di questa scelta, d'altronde era uno dei miei sogni da bambina: diventare ballerina e disegnare. Lì ho scoperto l'arte, la bellezza di fare tardi la notte per finire l'ultima tavola per discipline pittoriche, i computer dell'aula informatica e le prime nozioni di Photoshop di Viry, una santa che riusciva a dare una mano a tutte pur essendo della nostra classe.. Qui ho conosciuto anche i primi amori, ovviamente non ricambiati, le lacrime per chi aveva occhi solo per altre e quelle nate dopo gli scherzi stupidi di gente ancor più stupida, che stava quasi riuscendo a rovinarmi questa bella esperienza. Ma non ce l'hanno fatta, sono stata più forte di loro, internet mi ha dato la possibilità di trovare quello che mi mancava per iniziare a lottare: mi ha fatto conoscere persone alle quali piacevo così com'ero, che credevano in me e mi tiravano su di morale nei momenti peggiori, facendomi capire che non ero più da sola. E con la mia forza d'animo sono riuscita a superare quel brutto momento, dopo aver capito che dovevo fortificarmi, contando solo sulle mie forze, perchè io ci sarei sempre stata per aiutarmi. In quell'anno sono cresciuta, sforzandomi ogni giorno di correggere i miei difetti e migliorandomi diventando quello che sono oggi. In quegli anni mi avvicinai anche ai manga, per curiosità, una volta che in un'edicola a Baja Sardinia mi era capitato tra le mani uno di quei fumetti dai disegni accattivanti. Ne presi ancora qualcuno, basandomi sulla bellezza del tratto e delle illustrazioni, prima di incominciare la mia prima collezione: marmelade boy, completata con sforzo e denaro (prestato da Cisky) alla mia prima fiera del fumetto a Milano. E da lì ne seguirono molti altri, in primis Video Girl Ai, bellissima opera da lui suggerita. Ai tempi del liceo mi dilettavo anche con la macchina da cucire, realizzando borsette e provando a modificare magliette e pantaloni. Mi sarebbe piaciuto diventare stilista; fu così che accettai il consiglio della mia professoressa e mi iscrissi a disegno industriale. Iniziai ad andare a Milano, diventando una pendolare, esperienza per me nuova ma piacevole perchè mi ha permesso di conoscere molti ragazzi e ragazze che prendevano il treno delle 8.32 con me per andare alla Bovisa: un universo a portata di mano, dove poter scegliere finalmente con chi stare, dove sedersi e cosa frequentare. Il primo anno fu il più bello, diventai amica di gente che tuttora è vicina a me, proveniente da tutt'Italia, con il suo dialetto e le sue usanze, che ho imparato con il tempo a conoscere. Imparai ad amare ancor più il computer, amico che mi accompagnerà per tutta la vita, aiutandomi a creare quelle piccole meraviglie che rimarranno nella mia mente come i lavori migliori di quegli anni felici. Per caso a ottobre del secondo anno iniziai un corso di latino americano, e ci trascinai Paolino, ragazzo conosciuto da pochi giorni sul treno delle 8.32, e con il tempo il ballo divenne una delle mie più grandi passioni. Per festeggiare il Capodanno del 2003 organizzai una festa a casa mia, che mi fece conoscere il mio primo vero amore: Ste. Con lui capii cosa vuol dire stare davvero insieme ad un ragazzo, imparando a conoscerci e ad amarci giorno per giorno, tra felicità e piccole discussioni. Una storia litigarella, che è rimasta così tuttora, dopo quasi tre anni. All'università l'indirizzo moda si rivelò lontano dalle mie aspettative, quindi con Kia tentai il grande salto che mi portò alla laurea specialistica in comunicazione, sezione da me parecchio invidiata negli ultimi due anni per la presenza di interessanti materie informatiche. Il destino volle farmi conoscere da subito due ragazzi molto simpatici e carini, Frà e Izio, che si unirono a me e Kia per formare un divertente quartetto universitario. Con loro tre a altri amici trascorsi allegramente tutte le pause (e anche parecchie lezioni) degli ultimi due anni di università. Questa in breve è la storia della mia vita fino ad ora, spero di poter aggiungere presto di aver sostenuto la tanto temuta laurea, e di aver trovato un lavoro che mi soddisfa e mi fa tornare a casa alla sera felice di quello che ho fatto e imparato durante il giorno.. Nel frattempo porterò avanti le mie passioni, continuando a ballare latino americano, imparando nuovi software di grafica e allungando la lista della mia collezione di manga, poi mi cimenterò insieme al mio amore con il tango argentino, proverò ad imparare poco per volta la lingua giapponese e soprattutto cercherò ogni giorno di migliorare e raggiungere i traguardi che mi porrò col passare degli anni.. Ero restia a pubblicare questa pagina, perchè è molto personale e riassume alcuni dei fatti più importanti della mia vita. Spero di aver fatto la scelta giusta...

Silvia De Bernardi
Busto Arsizio, 3 Novembre 2005





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